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giovedì, 26 giugno 2008
sabato, 07 giugno 2008
Un giorno o l'altro cederò al mio istinto. Pericoloso istinto trattenuto dalla mia ragione corazzata, dalle mie scelte di uomo, dal mio senso dell'onore. Come un gigante traballante mi muovo in un mondo che in certi giorni mi sembra troppo stretto. E lo sarebbe senza l'immaginazione. E l'immaginazione è governata dall'istinto. Un giorno o l'altro, sarà un giorno da dimenticare.
sabato, 31 maggio 2008
Piove ancora. Non m'importa. Oggi non lavoro. Cazzeggio sulla rete, fra bei culi da vedere e musica da ascoltare. I gatti dormono. Sono anche un po' sbronzo e leggermente eccitato. Sotto al tavolo sento il calore e il ronzio delle valvole di Baby Blue. Acceso. Caldo. Al mio fianco si erge il manico del 4 corde. Mi sa che appena si sveglia il mondo dalla siesta faccio tremare qualche vetro e rotolare le ossa.
"The night has a thousand saxophones.
So get out there and rock,
And roll the bones"
mercoledì, 21 maggio 2008
Mi addolora vedere giovani che non sanno mordere. Passivi dinanzi alle cose, che guardano al posto fisso come un goloso diabetico la vetrina del pasticcere. E aspettano, ingoiando rospi. Mi addolora perché non hanno il coraggio di provarci, di rischiare. Preferiscono restare in perenne attesa.
sabato, 17 maggio 2008
Sono stato a cena con Francesco Guccini, a casa di un caro amico che fa il vino e scrive poesie. E' stata una bella e lunga serata, che meritava di essere vissuta. Sono i bei lati positivi del mio lavoro, che ti ripagano di tanta fatica controvento nella polvere. Il giorno dopo la sorpresa di essere insultati da un tale sconosciuto sulle pagine di un giornale. Alti e bassi.
domenica, 11 maggio 2008
Sto terminando (spero) di oltrepassare una serie di sfighe che mi hanno debilitato fisicamente e mentalmente, e mi hanno raso al suolo le riserve monetarie. Nulla di irrecuperabile, ma è stata (ed è ancora) dura mantenere una parvenza di normalità di facciata.
Certi accadimenti, però, hanno il vantaggio di aiutarti a vedere le cose secondo una prospettiva diversa. Quando l'agenda viene sconvolta da impegni indipendenti dalla propria volontà si è costretti a dare priorità diverse, a scegliere a chi dare udienza e chi no.
Quando i nervi sono già a dura prova, basta un nulla per capire se con il tale o il tale altro hai ancora voglia di avere a che fare.
Sono quei momenti della vita in cui basta poco per avvertire bruciore allo stomaco e perdere il sonno marciti dal nervoso e dall'adrenalina, per le parole trattenute dentro di sè per ragioni di diplomazia, pur sapendo che l'indomani esse troveranno comunque uno sfogo, dando vita a una mezza dozzina di contratture.
Tutto questo sarebbe giustificabile se avessi 20 anni, fossi un lavoratore dipendente con un capo stronzo, e avessi un tale alto e nobile fine che giustificasse la pena di avvicinare le labbra a immondi pertugi.
Invece ho già passato i 40, ho abbandonato il lavoro dipendente da quasi un decennio, non ho nessun motivo per acconsetire che altri, clienti o non clienti, si rapportino a me con maleducazione, supponenza, mancato rispetto della mia professionalità, svalutando così nei fatti la mia persona, ciò che rapprensento (la mia azienda e chi vi lavora insieme a me) e il mio mestiere.
Perciò pubblicamente dichiaro che la musica, per quanto mi riguarda, sta cambiando. L'anno volge al giro di boa, è il momento di innescare le bombe e aprire i portelli di sgancio.
In questi giorni ho riscoperto il gusto di acoltare Heavy Metal a tutto volume, mi calma e allo stesso tempo fa uscire la bestia che vive in me.
Attenzione che morde.
giovedì, 01 maggio 2008
La festa del Lavoro, e allora io, che sono un lavoratore, sono rimasto a letto fino a tardi. E' passata la banda. Che tristezza. Dietro alla musica un gruppetto di pensionati con le bandiere del sindacato, sindaco e qualche affine. In tutto saranno state trenta persone, più o meno le stesse che si vedono a tutte le iniziative. Si vedono e se le dicono fra loro. Il resto della città (e siamo ventimila e siamo storicamente a sinistra, al 70%) a letto, al mare, alla finestra. Ho ancora sonno. Ma non vorrei che fosse il sonno della ragione.
PS: hanno pubblicato i redditi on-line. E' la potenza della Rete, la grande democrazia, la trasparenza. Sarà contento Grillo.
venerdì, 25 aprile 2008
E' il 25 aprile e la banda è già passata. Al davanzale sventola la mia bandiera, il gattone nero se ne frega e dorme in terrazza, la gattina grigia insegue una mosca. P@ fuma sulla sedia a dondolo leggendo qualcosa.
Oggi è il 25 aprile, signore e signori. I fascisti tinti di verde sono andati al potere, ma fa nulla. E' sempre il 25 aprile. Non ce l'hanno portato via mai, nemmeno nel 1994, nemmeno nel 2001.
E non facciamocelo portare via da Beppe Grillo. Il suo "Vaffanculo Day "poteva farlo un'altro giorno. Poteva scegliere San Valentino, o la festa delle Forze armate. No, ha scelto il 25 aprile.
Per dire cosa? Ce l'ha con i giornalisti, con i giornali, con l'informazione. Come l'editore Berlusconi.
Sono un giornalista onesto, free-lance, che cerca di fare le cose con la massima onestà possibile, uno che investe e rischia ogni giorno. Sono uno che ha nel suo essere giornalista professionista una piccola tutela, perché me la devo vedere da solo in un mercato di comunicatori senza rete, gente che scrive cose non vere, improvvisati, furbi, che spesso mescolano torbide zuppette. Lo sa Grillo quanti senza regole, senza scrupoli, ci sono pronti a mettersi al servizio degli editori, alla faccia di quei tanti precari giovani giornalisti (spesso «cagacazzo») di oggi?
Lo sa Grillo come sarebbero contenti gli editori di sbarazzarsi dell'Ordine dei giornalisti? Lo sa che mettere i free-lance e le piccole strutture di giornalisti (agenzie, giornali locali ecc..) sul mercato senza un qualcosa che ne "certifichi" la professionalità (i grandi si certificano da soli con la loro potenza), significa farli sbranare secondo logiche di massimo ribasso, a scapito della qualità dell'informazione? Porca miseria: mettiamo i marchi Dop, Igp ai prodotti alimentari per certificare un percorso preciso di lavorazione, culturale ecc... e vogliamo togliere il “disciplinare" dei giornalisti?
Io faccio il possibile, perché mi piace il mio lavoro e ci credo, ho lasciato un posto fisso per farlo.
Magari non sempre ci riesco a fare le cose bene. Magari mi faccio pagare poco (passando per uno che vale meno di altri). Ma sono uno che studia, si aggiorna, che fa anche uffici stampa cercando di guidare i propri committenti nel dare informazioni corrette, pensando sempre a chi le leggerà.
Sono uno che crede al codice deontologico (quello che vuole abolire Grillo) che fissa i dirirtti e i doveri per una corretta informazione, che assume la Carta di Treviso per i diritti dell'infanzia come propria. E chi non li rispetta deve essere sanzionato, magari sospeso, magari radiato dall'Ordine, anche se legge un Tg. Se l'Ordine non funziona bene va riformato, va aggiustato, non abolito. Se ci sono giornali e giornalisti scandalosi e scandalistici è male (ma ricordate sempre Voltaire), ma che facciamo, buttiamo via tutto? E gli altri, quelli che ogni giorno fanno il loro mestiere onestamente?
L'Ordine dei giornalisti esiste perché c'è una deontologia da far rispettare, c'è una professione delicata da tutelare, ci sono editori e committenti ignoranti, spesso arroganti, sovente cattivi e stronzi da tenere a bada.
Abolire l'Ordine significa indebolire il sindacato (unitario, anch'esso da migliorare, certo) e dare agli editori il potere assoluto sull'informazione. Ci ha pensato Grillo?
Sono fra quelli che vorrebbero, al contrario dell'abolizione, un giro di vite radicale nell'Ordine, che ha le maglie troppo larghe. Chi scrive per vivere, esercitando in via esclusiva, venga dentro, con anche verifiche periodiche. Chi non scrive per vivere, perché fa altro, fuori. Esame di stato e praticantato in redazione per tutti, anche per chi farà uffici stampa. E i free-lance abbiano le stesse tutele e gli stessi diritti di chi è assunto. Chi lavora nel privato sia come chi lavora nel pubblico. Così forse ci saranno meno lavoratori pronti a chinare il capo per qualche euro in più.
E i tanti Soloni iscritti all'Albo per caso o per vezzo (salvo poi dare ragione a Grillo) siano coerenti e si dimettano, così cominciamo a contarci.
E i contributi pubblici? Da riformare, o anche da ridurre all'essenziale se volete, perchè certo vengono usati anche da testate di grandi partiti che potrebbero far diversamente (forse). Ma quei soldi sono lì per autare (anche) le testate fatte da cooperative di giornalisti. Cioè di giornalisti che cercano di smarcarsi dallo strapotere finanziario per farsi un giornale più autonomo. Magari non piace a Grillo, ma è un aiuto al plurarismo dell'informazione. E' qualcosa che rende l'Italia migliore di altri Paesi. Lo sa Grillo che la pubblicità è in mano a pochi (sempre gli stessi) e per i piccoli giornali sarebbe la morte? Alla faccia della libertà di informazione. Siamo il Paese che tollera di sostenere con aiuti di Stato una compagnia aerea fallimentare, che brucia un milione al giorno, e vuole tagliare un sostegno alla stampa libera.
Abolire è un modo idiota di risolvere le cose. Riformare è un modo intelligente. Se togli tutti i denti dolenti invece di curarli non mangi più. Se una gamba fa male si va dal dottore, non si prende una sega circolare.
Ma lui parla e non si sporca le mani. Perché non si è candidato? Dice che fa il comico e non il politico.
Grillo mi piace (moltissimo) quando fa il comico, quando ci prende tutti per il culo, quando spara a zero. Mi fa paura quando va in piazza a mobilitare la protesta, la massa, e assume iniziative politiche sostenendole non coi contenuti e le proposte, ma con il qualunquismo e la distruzione.
Non è perché dice cose che mi danneggiano (è suo diritto, come lo è il mio di replicare).
Mi fa paura perché di gente così (a proposito del 25 aprile) ne abbiamo avuta abbastanza, e nessuno ci ha portato bene.
E' il 25 aprile e io festeggio la Liberazione, quella vera.
Vaffanculo a te, Beppe populista.
domenica, 30 marzo 2008
*** EXPLICIT****
In ordine sparso, e non ci sono tutte: Una birra gelata, sempre. Il latte specialmente quello preso direttamente dal contadino. Suonare il mio basso 4 corde Frudua. Ascoltare gli Iron Maiden a volume altissimo. Guidare la mia macchina da solo in campagna al tramonto, con la musica a manetta. Scrivere le cose che mi piace scrivere. Il mio lavoro, tutto sommato. Osservare il movimento di una bella donna, meglio se coi bei fianchi, la gonna aderente e i tacchi alti. Addentare una fiorentina al sangue dopo settimane che non mangio vera carne. Toccare il culo liscio della mia donna la mattina a letto. Svegliarmi sotto gli eucalipti della Corsica. Polleggiarsi sul divano con il mio enorme gatto nero e un bel libro da leggere. Leccare la figa (scusa ma non mi venivano parole diverse per esprimere esattamente il concetto, che non si esaurisce nel solo atto ma comprende tutto ciò di animale, di vita, di maschile che sfocia nell'atto stesso).
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| commenti (5) poesia, vita, sesso, emozioni, energia, sexy, rock, basso, ragazza, libertĂ , corpi
lunedì, 24 marzo 2008
Gira e rigira tutto torna sempre lì. Ho tonnellate di canzoni di tutti i generi o quasi. Negli anni ho attraversato oceani musicali, passando dal Blues al Metal, approndando a generi ipertecnici e a territori ipermelodici, facendo lunghe soste etniche e puntate New Age. Ho scalato l'intero albero genealogico del JAZZ e mi sono ipnotizzato con le sequenze ultrabasse del Dub. Ma alla fine... appena salvato questo post la mia mano ruoterà la ghiera del Luxman fino ai 3/4 della sua corsa. Sul piatto gira già il vinile. Abbasserò il braccetto e Bonzo batterà l'attacco degli attacchi per tutto il mio assonnato condominio.
domenica, 16 marzo 2008
Mi segue muovendo le quatro zampe lentamente, ancheggiando col culo all'insù. Si struscia nelle mie gambe e salta sul letto.
lunedì, 10 marzo 2008
Mi fa schifo il mio popolo. Mi fa schifo chi butta le cose nuove, tanto che poi c'è gente che fa i mercatini della spazzatura. Chi fa la morale da sinistra e poi evade il fisco. Chi fa la morale da destra e poi frega lo Stato. Bassolino che non si dimette e Berlusconi per tutto quel che dice e che fa. I mafiosi e chi si lamenta della mafia e continua a votare sempre gli stessi stronzi. Quelli che aspettano che lo stato faccia qualcosa e poi loro allo stato glielo mettono nel culo. Quelli che sinistra stanno ancora a parlare di padroni e difendono anche chi non fa un cazzo. Mi fa schifo il tedesco vestito di bianco con i mocassini di Prada e tutti gli uomini che fanno la morale sull'aborto, così come i divorziati che difendono la famiglia. E i fascisti che non si sono mai estinti, e Calderoli, e i leghisti.
sabato, 01 marzo 2008
*** EXPLICIT ***
Candide e di seta attraggono la mia anima e il mio desiderio. Risalgo dalle caviglie nervose e perdo il controllo. Strappo ogni cosa mentre ti spingo contro il muro freddo. Reagisci e mi contrasti. Ma io oramai succhio avidamente le coppe della vita e ti stringo a me, entrando nelle tue carni con dita d'acciaio. Investito di autorità animale ti sollevo e ti poso sul tavolo, che traballa per l'urto. Cadono i bicchieri di vino, si rompono colorando di rubino il pavimento. Accondiscendente cominci a gemere mentre ti tengo giù.
domenica, 17 febbraio 2008
domenica, 10 febbraio 2008
Affondo in te
con la bocca e con le mani.
Mi senti scavare sottocoperta e ancora sopita
fai spazio per me.
E così ti prendo, in questa mattina di sole.
sabato, 02 febbraio 2008
Che ore saranno? Che importa? Dove sei?
Eccoti. Sotto la camicia da notte sollevata e arrotolata
è rimasta la tua pelle liscia.
Rannicchiata.
Filtra la luce del giorno sul letto.
Mi sposto, ti scopro e lascio che ti illumini.
E ti bacio la schiena.
sabato, 19 gennaio 2008
Quando l'aria attorno prende vita, irrorata di sudore e ormoni. Quando il sangue si scalda, pompato ma non respirato. Quando non serve parlare. Ma tanto la salivazione ti impedirebbe di farlo. Quando lo spazio fra te e lei sembra una distanza enorme, e ti avvicini che sembri al rallentatore. Quando la voce si abbassa, il petto si gonfia e ti giochi tutto in quel minuto e vorresti avere i canini da lupo, per sbranarla e incorporarla in te. Quel minuto prima di cominciare: è la posizione in cui vorrei restare per sempre.
giovedì, 17 gennaio 2008
Rilassata e sola, fra le pareti di casa.
Suona il telefono ma non rispondi.
martedì, 08 gennaio 2008
Sotto i portici bassi di Castello alle sei e mezza è già buio. C'è tristezza. Venticinque anni fa invece c'era allegria, c'era luce, c'era casino. C'erano negozi aperti e pieni di gente. C'erano le ragazze che facevano le vasche. Su e giù. E noi dietro loro. Su e giù. A caricare gli ormoni. Su e giù chiusi nel bagno o in camera da letto, con gli Ac/Dc a tutto volume.
In questi giorni passeggio spesso, alla stessa ora. Su e giù. Con venticinque anni in più. Ma è buio. Solo qualche ragazza, carina, sculettante. Apparizioni veloci, furtive, inghiottite dai portici bassi e lunghi. Parlano lingue dell'Est. Fanno voglia ma camminano veloci e scompaiono subito. Poi il nulla e l'ormone si spegne prima ancora di muovere qualcosa, che quando si è grandi tutto si accende con lentezza.
Serrande che si abbassano troppo presto, bar deserti e il solito giornalaio imbiancato. Su e giù rischi di incontrare solo dieci persone. Un saluto a occhi bassi e torna il buio. A casa, il bagno è sempre occupato.
martedì, 18 dicembre 2007
«Siccome negli ultimi momenti della creatura umana, il prete, profittando dello stato spossato in cui si trova il moribondo, e della confusione che sovente vi succede, s'inoltra, e mettendo in opera ogni turpe stratagemma, propaga coll'impostura in cui è maestro, che il defunto compì, pentendosi delle sue credenze passate, ai doveri di cattolico: in conseguenza io dichiaro, che trovandomi in piena ragione oggi, non voglio accettare, in nessun tempo, il ministero odioso, disprezzevole e scellerato d'un prete, che considero atroce nemico del genere umano e dell'Italia in particolare. E che solo in stato di pazzia o di ben crassa ignoranza, io credo possa un individuo raccomandarsi ad un discendente di Torquemada».
(Lettera di Giuseppe Garibaldi. Prima di morire.)
(approfondire)
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